sabato, 07 novembre 2009

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Marta era una bambina dalla vivacità incontenibile.Aveva occhi grandi come quelli delle protagoniste dei fumetti che splendevano sul suo viso tondo, circondato da una foresta di capelli castani.Con la sua irrequietezza voleva raccontare la sua rabbia e quel dolore sordo che le scoppiava in fondo al cuore e che  neanche lei riconosceva.Non sapeva quando aveva avuto inizio quel suo travolgente star male,non ne ricordava la ragione e non  riusciva a dare un nome a quello che provava ma sentiva un senso vago di ingiustizia e sopraffazione che l'avevano resa diffidente verso tutti,tanto da rendere il suo equilibrio interiore troppo precario,da doversi  sforzare per non perderlo.

Ogni sofferenza era protesa a non farsi travolgere dal malessere e a ricordare prima a se stessa che era viva  e che pretendeva quell’amore di cui aveva come chiunque tanto bisogno e diritto,ciononostante spesso tendeva a lasciarsi andare,ad abbandonarsi,ad arrendersi all’odio,all’indifferenza e all’evidente incapacità di dare di chi è troppo impegnato a pretendere .La paura che si portava dentro da sempre non riusciva a ricondurla a niente di preciso,oltre alla sua legittima e confusa urgenza di sentirsi amata.

“ Ma se non può e non sa tua madre”si diceva “chi può farlo?”.

Suo padre era un uomo ordinario,banale,inutile e disorientato nei confronti di quella bambina che lo guardava con ostilità,in una muta e perenne  accusa.Fu lui a chiedere aiuto.Diceva che non sapeva occuparsi di sua figlia,che era consapevole dei suoi limiti e che la piccola aveva bisogno di una guida per la scuola,gli amici,il tempo libero e lui doveva lavorare ed aveva turni che lo tenevano lontano anche la notte e sua figlia era difficile,strana,astiosa,diffidente:lui non sapeva come prenderla e del resto non aveva proprio tempo di stare dietro ad una bambina così aggressiva ed inquieta.farfalladitopx8

Persino i nonni che avevano provato ad occuparsene nelle ore in cui lui era impegnato per il lavoro si erano arresi alla sua rabbia irrefrenabile,oscura e  inavvicinabile e non si sentivano capaci di tenerle testa.

“Le vogliono bene ma sono due persone anziane,non possono…e poi già si occupano dell’altro mio bambino, Luca che ha solo tre anni.”diceva lui. “Loro lo hanno preso subito dopo il fatto e il bambino ha potuto reagire. Marta,no. Era presente quando sua madre si è suicidata.Subito dopo la tragedia l’abbiamo portata a casa di una zia materna  che se ne è presa cura fino a pochi mesi fa,ma poi  si è sposata e si è trasferita fuori zona con il marito.Io sono solo,ho troppi problemi,non so proprio come fare a gestire questa situazione”.

La madre di Marta dicevano fosse una donna speciale:bella,intelligente,di grande sensibilità e talento,allegra ed esuberante. Sembra fosse una cantante  e che da ragazzina andasse in giro per il quartiere coinvolgendo gli altri con la sua vitalità,canticchiando  e giocherellando.

Quel ragazzo che la corteggiava le piacque subito:lui si lasciava travolgere dalla sua allegria,la lusingava per la sua bellezza,la portava a fare lunghe passeggiate,a ballare,al cinema,la ascoltava cantare estasiato e lei gli raccontava i suoi sogni e il suo desiderio di potersi esibire in grandi teatri,di viaggiare,conoscere altre culture,scoprire il mondo.Lui la ascoltava senza mai contraddirla ma in realtà nemmeno la incoraggiava considerando i suoi,teneri desideri di bambina.Lei interpretava il suo sorriso come un gesto di approvazione ed era felice che partecipasse dei  suoi pensieri e delle sue  aspirazioni.

Comprese dopo qualche mese di convivenza la prigione in cui si era rinchiusa e la distanza che la separava da quell’uomo così  cominciò lentamente ad estraniarsi da lui prima e dal resto del mondo poi.Aspettò Marta con l’indifferenza che si prova per qualcosa che non ci riguarda e non desta per noi alcun interesse,mentre il suo pancione cresceva e sembrava non appartenerle. Si aggirava per casa spenta,solo apparentemente impegnata nelle mille occupazioni domestiche.

Smise di canticchiare e la sua allegria coinvolgente sembrava un ricordo lontano,mentre le urlava  nella testa sempre e solo l’unica canzone che le era rimasta impressa.Si guardava intorno come smarrita quando nacque sua figlia,infastidendosi della confusione che l’avvenimento aveva portato nella sua vita e quando la misero nelle sue braccia per allattarla guardò indifferente l’infermiera,si girò su un fianco e chiuse gli occhi.

Si dedicò alla cura della bambina con la stessa indolenza con cui seguiva le altre faccende e benché la sua mente si allontanasse sempre di più da  un mondo che non considerava il suo,nessuno si accorgeva di niente.Suo marito dapprima ritenne il suo silenzio singolare conseguenza del cambiamento prodotto dal matrimonio,poi  dalla stanchezza del parto,dalla fatica di crescere i figli,dallo stress della vita quotidiana,dalla situazione socio-ambientale …ma in fondo non gli dava grande peso.Era sempre fuori casa:il lavoro,gli amici,il bar,il pallone e quando era dentro leggeva il giornale sportivo o guardava cretinate in televisione.Si dice che il miglior sordo è quello che non vuol sentire,vale lo stesso per chi vede ma non sa guardare.

Lei sempre chiusa nel suo mondo anche quando faceva sesso, e in quell’abulia che lui non sapeva riconoscere mai si ritrovò di nuovo incinta e per l’inevitabile scorrere del tempo nacque Luca.

La confusione della sua mente divenne rumore insopportabile e nessuno ebbe più tempo per comprendere quanto andava capito prima.

Luca era nella culla quel giorno e Marta in casa che provava a spiegare a sua madre cosa era successo a scuola,senza stancarsi e meravigliarsi mai che le sue risposte erano solo sinistri sorrisi.Uscirono insieme fuori al balcone,la bambina parlava e parlava e parlava….poi vide sua madre darle un bacio con un sorriso dolce stavolta.Marta la guardò stupita mentre le accarezzava i capelli e poi senza dire una parola salire con una strana agilità sulle grate del balcone e lanciarsi dal decimo piano.

La bambina doveva essere rimasta ferma sul posto per tutto il tempo che era servito ad accorgersi del fatto,chiamare la polizia e salire in casa,perché era lì che l’avevano trovata.Non ha mai più parlato di quel giorno,né di sua madre.

I nonni non sapevano gestire il comportamento della nipote che,tra l’altro,picchiava continuamente il fratello(più piccolo,dicevano,che aveva bisogno di essere protetto!).In casa rompeva tutto,rubava e scappava continuamente,costringendoli a cercarla per ore e spesso coinvolgendo la polizia,senza contare che a dieci anni bagnava ancora il letto,sistematicamente tutte le notti. Loro non potevano prendersi cura di lei perché alla loro età non erano in grado di affrontare una situazione che era palesemente difficile e poi erano già troppo occupati a proteggere il piccolino e quel figlio che alla sua età non era capace nemmeno di cuocersi un uovo.

“Del resto,quando la zia materna è dovuta andare fuori e non ha voluto portarla con sé perché non la capiva e proprio non sapeva cosa fare con lei noi l’abbiamo accolta ma ora dobbiamo proprio trovare un’altra soluzione perché così non può funzionare”dicevano.“Luca,sì,vogliamo che resti con noi,è il nostro tesoro,buono,socievole,ubbidiente,studioso…..Marta è diversa,povera bambina,è disturbata,dovete aiutarla voi”.

Marta ascoltò con attenzione le spiegazioni che provavo a darle per la necessità che andasse a stare con quelle suore,in quell’Istituto e sembrò persino sollevata di non dover tornare in quella casa,dove nessuno sembrava volerle bene davvero e con docilità si convinse che era un suo desiderio andare dove non avrebbe sofferto,come un anonimo rifugio perché era altrove che si aspettava e pretendeva un affetto e una considerazione che non sarebbero  arrivate mai.

Ascoltò le mie raccomandazioni e mi promise “che non avrebbe creato casini,che avrebbe studiato e non sarebbe scappata”.“Non ne ho più bisogno”mi disse.

Le ricordai che avrebbe dovuto incontrare ogni tanto una persona che poteva aiutarla a capire i motivi della sua rabbia.Mi rispose che voleva farlo perché ci teneva a diventare una persona “normale”.

Dopo qualche tempo anche Luca dovette raggiungerla in collegio perché il nonno morì e la nonna troppo anziana non poteva farcela da sola a badare a lui. Suo padre era più spaesato che mai e la distanza creatasi tra lui e quei bambini era diventata troppo estesa.

Marta si prese cura del fratello un po’ come la madre che nessuno dei due aveva mai avuto,dimenticando la gelosia per quel bambino che suo malgrado le aveva tolto un’altra possibilità di essere amata.bimbo in altalena

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venerdì, 23 ottobre 2009
love

Devo scappare da quest’altro dolore

ma  dammi un motivo per restare..per favore!

Soffoco e voglio sceglierti..non subirti,

annaspo ma devo conoscerti..non raccoglierti!

..lo so, ho bisogno di amare e amore

ma  devo scappare da quest’altro dolore,

        ...dammi un motivo per restare,per favore.

 div6

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categoria:poesia, 1978, fuga, percorsi accidentati
mercoledì, 05 agosto 2009


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Senza di te tornavo come ebbro
non più capace d'esser solo,

a sera quando le stanche nuvole

dileguano nel buio incerto.
Mille volte son stato così solo
dacché son vivo, e mille uguali sere
m'hanno oscurato agli occhi l'erba,

i monti,le campagne, le nuvole.
Solo nel giorno,

e poi dentro il silenzio della fatale sera.

Ed ora, ebbro,torno senza di te

e al mio fianco c'è solo l'ombra.
E mi sarai lontano mille volte,
e poi per sempre.

Io non so frenare quest'angoscia

che monta dentro al seno;
essere solo.

 

Pier Paolo Pasolini

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categoria:poesia, pier paolo pasolini, il senso del noi
venerdì, 26 giugno 2009


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Ho paura ad andar via

ma ho ancor più paura di restare.

Vorrei scappare da questa me

così indecisa ed atterrita;

vorrei tanto mandar via

questa insistente malinconia

che mi si avvinghia addosso,

e mi si appiccica sulle spalle

come una seconda pelle.

Vorrei piangere

comprendendone il motivo,

e vorrei ridere di felicità.

Vorrei vivere,amare,desiderare,credere...

senza perdermi in estenuanti sensazioni incompiute

e persino per me incomprensibili.

Vorrei non aver più tanta paura di esserci!

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categoria:poesia, 1980, percorsi accidentati, paura di esserci
mercoledì, 03 giugno 2009
pinocchio2..qual'è l'Italia che vogliamo? ...non quella che c'è oggi...io no!
e l'Europa?.fate i bravi e non diventate complici della distruzione del paese......quelli che ci governano non fanno gli interessi della collettività..gli altri ci provano,almeno!e la democrazia va praticata,non solo pensata...o pretesa! vota e non farlo per Berlusconi,non meritiamo questa gente come governanti...no!
elezioni 2009
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martedì, 19 maggio 2009

dispersioneComprai il libro di filosofia a metà con la mia “amica”…ne ero convinta,una delle tante….e presi 18 perché la stronza mi impedì letteralmente di studiare requisendolo per tutto il tempo necessario. Dovetti sostenerlo per forza per non perdere la borsa di studio….facevo la baby sitter dalle 7.00 del mattino alle 20.00,studiavo nei ritagli di tempo…ero andata via da casa..e se consegnavo quel particolare documento prendevo quei soldi che mi servivano proprio!..ma per colmo di sfiga non riuscii a procurarmelo e persi comunque la borsa…mentre quel voto mi rovinò irrimediabilmente la media!

Domanda ovvia:l'amicizia è un valore?d8047b284e8c78d3eaf560b0e3f2492e[1]

Per quel lavoro di baby sitter prendevo 190.000 di merda..da due tipe diverse per due bambini entrambi biondi,stile David Copperfied. Quello del pomeriggio era un bimbo vivacissimo. Dovevo occuparmi di lui non delle sorelle, due bambine che si gestivano da sole o restavano con la madre:la prima era alta e bionda,molto carina e seriosa;la piccola bruna,con occhi grandi e sempre allegra. Io restavo con il piccolo nel giardino di quella grande villa e qualche volta riuscivo ad aprire un libro per studiare se lui giocava buono e tranquillo!

 Una sera stavo con tutti e tre e provai ad aiutare a portare dentro casa un cane randagio trovato per strada dalle ragazzine. Era spaventato e non accennava a fare un passo così mi chinai per coccolarlo e il bassotto di casa mi si scaraventò contro,azzannandomi e spaccandomi il labbro superiore. Diviso in due. Il sangue cadeva a fiotti e ne ero completamente ricoperta. Corsi in bagno,mi guardai allo specchio e quando mi resi conto della gravità dell’accaduto  piangendo disperata provai a rimettere insieme i pezzi,come inebetita. Il liquido rosso sembrava inarrestabile come le mie lacrime convinta com’ero di essere diventata un mostro.

Ho perso memoria del tempo che è passato da quel momento a quello che mi ha trovata  distesa su quella sorta di tavolo chirurgico, mentre un estraneo rovistava nella mia faccia nel  tentativo di restituirmi un’immagine normale.La “signora”sarà stata avvertita dalle figlie e il chirurgo amico sarà stato chiamato per evitare di portarmi in ospedale.

A distanza di tanti anni solo un occhio attento riesce a ritrovare quella vecchia ferita,che non ha mai modificato il mio aspetto. Il bravo specialista è riuscito a scongiurare alla gran signora  qualche rogna che le avrebbe probabilmente comportato se non altro un aggravio di spesa,ben diversa dalle 100.000 £ che mi dava al mese. Del resto era riuscita persino  ad evitare di inserire nel salario la cena! La prima volta che andai mi chiese “Vuoi cenare?” ed io riservata e introversa le risposi “No grazie”. Non me l’ha più chiesto. Quando sono andata via mi ha concesso la liquidazione:altre 100.000 £ oltre quelle del mese in corso!

Domanda ovvia: com’è che c’è gente con i soldi e altri no?ziopaperonehl0

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categoria:vite a pezzi
lunedì, 11 maggio 2009
..dell'ordinaria follia 2.basta
Le cattiverie assolutamente gratuite  mi sorprendono e mortificano più di quelle motivate o
premeditate..almeno le ultime hanno un senso,seppure non condivisibile... sempre!
Chiesi a quella donna di spostare l'auto ferma tra il marciapiede e la strada di pochi centimetri,quanti ne bastavano anche a me per parcheggiare...le spiegai persino che avevo un appuntamento quasi a pietirle una comprensione che  quel "Si,appena torno"infastidita  mentre chiudeva la portiera a chiave dimostrava essere lontanissima dal suo immaginario.
 Diventano un pugno nello stomaco le bastardate gratuite .... incomprensibili,insensate, inaccettabili!
Dopo tre quarti d'ora quell'auto era ancora nello stesso punto,la mia davanti a un cancello con il mio numero di telefono in bella vista e l'unico posto decente ..vuoto!
Arrivai dal medico in ritardo...avvilita dal bisogno di scusarmi che mi faceva sentire colpevole...e quando uscii trovai la mia macchina imbottigliata da un fuoristrada! Mi incollai al clacson con rabbia e da un negozio di abbigliamento uscì una donna che con gesto inequivocabile urlò"..e un momento!" rientrando.
Poggiai con ancora più energia la mano sul clacson provocando le ire dei passanti ma di sicuro non della tipa che imperterrita non accennò ad uscire da quell'accidenti di antro infernale. Suonai ancora e incazzata..lei!uscì ancora dal negozio. "Ho capito"urlò e dopo altri cinque minuti buoni si decise.
Andai  a fare compere e pagai due ore di parcheggio per un'ora e due minuti... e quando ero praticamente arrivata a casa un idiota  mi tamponò.
"Se non fosse una donna l'avrei già riempita di botte!"mi urlò uscendo dall'auto.
"Ma se è stato lei a tamponarmi!"gli dissi con la mia solita espressione da ebete ferita di fronte ad assurdità incomprensibili....divento come rincoglionita quando non posso credere a quello che mi accade!
"Ma si può sapere perchè mai ha rallentato?"continuò a sbraitare facendo una radiografia tipo  superman alla  macchina.
"Forse perchè stavo per entrare in autostrada?"gli urlai finalmente incazzata!
"Non era necessario rallentare"riprese sempre intento a guardare l'auto....non mi aveva degnato di uno sguardo per tutto il tempo!
"Senta"gli dissi ormai stufa "intende continuare con queste inutili e insensate osservazioni o vuole dirmi cosa fare con l'assicurazione?Io posso andarmene,prendere il numero e dare mandato all'avvocato".
Urlando,imprecando e sbraitando finalmente definì la questione,con il suo evidentissimo torto!
Tornai a casa frastornata dall'ennesima giornata di merda cominciata all'alba per il quotidiano confronto ravvicinato con il disastro della vita degli altri....e nel ripensare a come fare per conoscere  la famosa dea bendata che della mia esistenza s'era proprio scordata...ahimè!lessi su un giornale
  che..."..la credenza del malocchio può determinare una suggestione così intensa da ingenerare quasi una predisposizione a cercare occasioni negative secondo ben note tendenze autolesionistiche....se ci si limita a portare un portafortuna il danno è nullo e il morale può esserne rafforzato!".
..mi sa proprio che devo provvedere,pensai mentre mi addormentavo!Sfondo portafortuna 1024
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categoria:ordinaria follia, che dire
lunedì, 04 maggio 2009

hai rotto

 

Sono stufa.... di te e dei tuoi pensieri,provo pena della tua pena.

Stufa di preoccuparmi,di consolarti,di pensare a te

e di star male per me.

Stufa di rinunciare perchè a te fa male!

Non riesco ad amarti ma sono stufadi non respirare,

stufa di rivederti,seguirti,capirti

e cercare di spiegarti.

Sono stufa di non dormire per paura di morire

senza poter sapere com’è bello fare l’amore!

Stufa delle tue carezze,dei tuoi capricci e persino

delle tue tenerezze.

Stufa di non sapere se quello che provo per lui è amore.

Stufa di non parlare,di non pensare,

di masturbare la mente,il corpo e il cuore

solo perché TU provi per me amore!

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categoria:poesia, 1974, stufa, percorsi accidentati
venerdì, 24 aprile 2009

amore e psicheSei stato splendido quando hai provato a "mettere in pratica"le indicazioni del libro...favoloso è stato sentire le tue mani su di me...stupendo sentirti dentro...insolito identificarmi nelle sensazioni descritte e ancora mai davvero provate...straordinario verificare  la naturalezza con la quale i nostri corpi si sono avvicinati,compresi,riconosciuti….un eccezionale connubio di pace,armonia,sconsideratezza,follia…in uno speciale stato di grazia.

Ti ho raccontato della bellezza del sesso letta in chiave relazionale..…della possibilità espressa dall’autore che il sesso possa diventare uno strumento di conoscenza oltre che di piacere. Te l’ho lasciato sul comodino poi senza dirtelo e ti ho scritto una dedica: tu mi stai insegnando a comunicare con il corpo…..io vorrei insegnarti il valore delle parole espresse,ripetute,sottolineate… anche non dette…

Avrei voluto leggerti un pezzo del libro di Paulo Coelho… “Undici Minuti”….il senso di quello che sa  esprimere con estrema semplicità e chiarezza…concetti e sensazioni che assolutamente condivido.

 "Un vigliacco è un essere che non ha mai osato guardare nel fondo della propria anima, che non ha mai cercato di scoprire da dove provenga il desiderio di liberare la fiera selvaggia, di capire che cosa siano la felicità, il dolore, l'amore: sono esperienze limite dell'uomo......e soltanto chi conosce queste frontiere può dire di conoscere la vita….Il resto è solo un far passare il tempo, un ripetere lo stesso esercizio, invecchiare e morire senza aver realmente saputo che cosa si stava facendo".

Avrei voluto raccontarti ancora….leggere con te…ti avrei descritto come Maria, la protagonista, abbia sentito di cominciare ad esistere nel momento in cui Ralf l’artista di cui si innamorerà l’ha vista…ed è così che lo descrive lo scrittore.

"Ralf è l'artista che tende a vedere là dove gli altri non vedono.E' il catalizzatore che crea un ponte tra culture diverse,tra il visibile e l'invisibile.Grazie alla provocazione dell'artista non sei mai solo".

Non sono più riuscita a farlo ma soltanto a domandarmi come e perché tutto cambia così in fretta…..e molto altro ancora proprio come Maria …e mi sono chiesta perchè...perché ho così tanto bisogno che mi cerchi? perchè mi servono sempre conferme? perchè sono  la stessa di sempre nonostante sia già vecchia e se le attenzioni hanno a che fare con l’età...dovrei considerarle poco importanti perché non sono più una ragazzina?e i sentimenti?anche per provarne occorre fare i conti con il tempo che è passato?e quanto conta la solitudine che provo? Ho un tale bisogno di vera cura che se è sproporzionato al mio tempo allora io non sono cresciuta affatto….ho la sindrome di Peter Pan o è naturale voler capire quanto davvero un rapporto sia costruito sull'amore?..tu non capisci,mi servono le tue attenzioni perché senza quelle disimparo ancora l’amore..e capisco che ancora non posso amare davvero..deve essere così,io non so farlo!!!…perché è talmente tanto tempo che cerco di riprovare quella magia…quella di cui parla Cohelo..quella che ti rende coraggioso e creativo….quella capace di farti sapere con assoluta certezza che quel calore che senti in fondo al cuore si chiama amore…quella passione che ti fa desiderare di esistere per riprovarla ancora,quella che da troppo spazio mentale non so ritrovare….e che su troppi corpi ho cercato di ricreare e non ho conosciuto più..dopo quella volta, una volta …una volta sola…quando ero una ragazzina spaventata,ferita,addolorata per l’innaturale assenza di un amore naturale…e rinata dall’amore ritrovato come un miracolo in un piccolo uomo fiero della sua capacità di dare....io sto provando ad innamorarmi di te….ci sto provando…non lasciarmi sola con l’aridità del mio cuore…non abbandonarmi all’anelito  asfissiante  di quell’ amore giovane,termine di paragone troppo crudele e mai più equilibrato…....mi assolvo da sola,lo so,ma sto così male!!!... prendo il senso del noi  troppo sul serio?…. l’hai detto tu !!!!...perchè a te spaventa…tu non capisci,dovresti temere tu di lasciarmi andare…io non so tornare..non so restare…non so…. e se non stiamo insieme..non mi capisco e mi domando cosa sia questa costante e perenne incertezza... si cambia troppo repentinamente… tu sei già così diverso da ieri…ed io già non ti voglio più……. se mi avessi tranquillizzata,appena ieri!!!!

…ho l’impressione di avere qualcosa tra le mani e voglio crederci a tutti i costi ma poi mi accorgo che non è come vorrei e mi sembra che tutto svanisca ….mi servono segnali che ne indichino la presenza.....mi serve una bussola che mi indichi la strada…. io non lo so…non capisco… è come se quando il sentimento non è visibile lo vedo perdersi,svanire...mi si scioglie tra le dita come quel leggero nevischio che cade lentamente…e sorridendo lo raccogli ma non fai in tempo ad assaporarne la sensazione di freschezza che è già disciolto…

Mi interrogo e mi stupisco se sto bene,se partecipo alla passione,se non mi disturba baciarti,accarezzarti,toccarti…e ci sono come non credevo potessi fare….e sento che tu mi senti…ma allora perché quando vai via ho paura? Di te,di me….ho paura che se svanisce la tua presenza dentro me  perdo la capacità di sentire e di assaporarti.…e allora voglio conferme…voglio conoscere…voglio afferrare ancora e ho bisogno di sapere  che tu mi ascolti…ma  perchè abbia un senso mi serve  qualche segnale,un messaggio da leggere,parole parlate che mi diano luce,che diano visibilità al noi..al senso del noi,che mi raccontino e si raccontino e dove  venga letto l’anelito,rivelato il desiderio,descritta la passione,evidenziato l’affetto…l’amore….eppure pur conoscendo bene la mia inaffidabilità nell’amore mi pesa che anche per te stiano acquisendo un significato persino terribile probabili sensazioni…

”E’ troppo devastante”hai detto…e tutto assume il  carattere della paura,evidenziando  segnali che spaventano..che fanno fuggire…ma perché?..l’ho detto a me stessa mille volte nei mille giorni passati dal tempo del mio piccolo grande amore….perchè,se è così bello sapere che qualcuno quaggiù ci ama…perché? se per quelli che toccano terra può esserci più certezza di quelli che da lassù possono amarti?perchè? Tra i denti hai detto "...tutto questo è troppo devastante per me...voglio che si allenti"..e allora ti domando ....perchè ci spaventa così tanto innamorarci....?

Quel giorno che volevi venire da me(e io non sapevo ancora se mi andava di andare avanti così in  fretta)venne giù il diluvio e tu ti rammaricasti e dicesti che non potevi arrivare ….l’acqua aveva allagato le strade….eri amareggiato e aggiungesti che evidentemente lassù qualcuno non ti amava.

”Non fa niente”ti tranquillizzai“ci vedremo un’altra volta”.

“Certo che fa”dicesti tu con amarezza “Fa perché dovevo vederti”...e adesso che sono qui e voglio come volevi tu… prendo le cose troppo sul serio? Come ho detto ho bisogno che l’amore si veda,si senta,si percepisca anche nell’aria,nel cuore,sulla pelle e che mi riempia l’anima,che sia viscerale,penetrante,eccessivo,sì…ho necessità di sentirmi a casa dentro di te…ma lo ripeto non capisco e so che tu non puoi capire nemmeno con l’idea che  se mi abituo a stare senza di te poi non mi mancherai più…..Dio,com’è avvilente questo pensiero!

“Mi piacciono i tuoi occhi…anche quell’aria malinconica che non ti abbandona mai”.L’hai detto tu quando riuscivi a parlare ed ascoltare il tuo sentire e non la nostra comune paura di abbandonarci…! …sono nella stessa stanza dove ho provato il piacere di sentirmi desiderata ed ora che non ci sei già non sento più niente!…credo sul serio che sia l’amore attraverso le forze presenti nell’animo umano ad essere il motore del mondo(se così non fosse l’umanità sarebbe già finita da tempo!) e provarlo dovrebbe acquietare lo so ma per quanto sia e appaia un sentimento così straordinario serve che sia condiviso,partecipato,vissuto,contraccambiato…ed è necessario sentire che si sia importanti per l’altro,che vi sia  la stessa tensione emotiva ,che si condivida la stessa aria e lo stesso tempo,che la fiducia non si perda mai,che si partecipi della vita dell’altro….e allora?

 Posso provare ancora…posso farcela,lo so ..perchè l’amore fa stare male se si è soli.

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categoria:il senso del noi, 2000allincirca
lunedì, 13 aprile 2009

Buonasera,tutto bene?imagesCA0RM8MI

Si e tu stai bene?

Sono per strada….stanco morto.

E’ una splendida serata.

Guarda fuori. Vedrai che ti sentirai rigenerato…

Io lo faccio uscendo fuori in giardino…

 

Com’è andata la  visita medica?

Più o meno bene.

Voglio che tu stia bene. Io tengo a te.

Sei dolcissima.

 

Come stai?

Bene…ma sono certa che con te sarei stata meglio.

Vado a leggere e poi dormo. Buonanotte. Baci.

Si….non sarebbe male poterti baciare…tutta.

Giusto. Mi sembra davvero una buona idea.

 

Prevedi di fare tardi anche stasera?

Purtroppo si,ma conservo lo zucchero per domani.

Mi mancano le tue carezze.

Non sai quanto….Vorrei baciarti,stringerti e accarezzarti tutta.

Mmmhhh….Baci.

 

Era molto tempo che non entrava una donna nel mio letto e ancora di più che dormivo stringendola a me.

E’ stato bello legarmi e avvinghiarmi a te dopo aver fatto l’amore.

Bello. Veramente bello.

 

Ho letto in due giorni un libro di Paulo Cohelo…splendido…descrive con acutezza e grazia il valore straordinario del sesso come strumento di comunicazione…te ne parlerò…

 

Aspetto sempre tue notizie.

Sono qui.

Oggi ho ospiti…il mio rampollo…ovvero a mazz e o pivz…però mi manchi.

Anche tu….senza però.

Vorrà dire che sistemerò il giardino,prenderò il sole,leggerò,dipingerò una sedia,farò la spesa,sistemerò casa…quello che non farò sarà stare con te…

Permalosa..

Si,è vero…ma anche attenta,vigile,circospetta…love

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categoria:il senso del noi, 2000allincirca